L’essenziale in breve:
- L’acconto della quota ereditaria è il pagamento anticipato dell’eredità successiva. Di conseguenza, al momento della successione viene imputato alla ripartizione dell’eredità. In sede di divisione ereditaria, esso è automaticamente soggetto a collazione.
- Le donazioni sono trasferimenti definitivi e gratuiti di beni senza obbligo di restituzione. La legge li considera acconto della quota ereditaria se vengono effettuati entro i cinque anni precedenti la morte del testatore. Pertanto, possono essere soggetti a richieste di collazione e riduzione.
- Le donazioni familiari sono prestiti tra membri della famiglia che devono essere rimborsati e devono essere documentati per iscritto.
- Le conseguenze fiscali variano notevolmente a seconda del cantone e della variante.
Che cos’è un acconto della quota ereditaria?
Un acconto della quota ereditaria è un pagamento anticipato dell’eredità successiva. La particolarità è che l’importo ricevuto viene detratto dalla quota ereditaria del beneficiario al momento della successiva divisione dell’eredità. In questo modo tutti gli eredi ricevono infine l’importo previsto nella pianificazione successoria, ma in momenti diversi.
Al momento della divisione dell’eredità, l’acconto della quota ereditaria viene riconosciuto al valore di mercato al momento della attribuzione. Per valore di mercato si intende il prezzo al quale, in normali condizioni economiche, beni uguali o simili possono essere acquistati o venduti. Se dunque una figlia ha ricevuto cinque anni fa un terreno del valore di 500’000 franchi come acconto della quota ereditaria, tale importo verrà detratto dalla sua quota ereditaria — anche se oggi il terreno vale di più.
Che cos’è una donazione?
Una donazione è un trasferimento definitivo di beni a titolo gratuito. La persona che riceve la donazione riceve i beni senza corrispettivo e, in linea di principio, senza alcuna successiva deduzione nella divisione dell’eredità. La donazione riduce quindi l’eredità successiva.
Le donazioni possono inoltre ledere i diritti alla quota legittima degli altri eredi. Se, a causa delle donazioni, le quote legittime degli altri eredi risultano inferiori a quanto loro spettante, questi possono chiedere una riduzione. Gli eredi lesi nella loro quota legittima possono ottenere tale risultato principalmente mediante l’azione di riduzione ai sensi dell’art. 522 e seguenti CC. In tal caso, entro un anno dalla conoscenza della lesione della quota legittima, può essere richiesto che la donazione sia ridotta nella misura necessaria affinché anche le quote legittime possano essere rispettate.
Esempio: un padre regala al figlio 300’000 franchi per l’acquisto di una casa. Alla sua morte, due anni dopo, lascia un patrimonio successorio di 200’000 franchi. La figlia può esigere che la donazione sia presa in considerazione nel calcolo della sua quota legittima.
Che cos’è una donazione familiare?
Il mutuo (art. 312 e s. CO) è un contratto con cui una parte (il mutuante) si obbliga a trasferire all’altra parte (il mutuatario) la proprietà di una cosa. Il mutuatario, a sua volta, si impegna a restituire una cosa della stessa specie e quantità. Sebbene l’oggetto del mutuo possa essere di vario tipo, nella maggior parte dei casi si tratta di denaro. Se il contratto di mutuo è concluso tra privati, esso è fruttifero di interessi solo se ciò è stato espressamente pattuito. Un mutuo familiare è quindi un prestito tra membri della famiglia, spesso concesso senza interessi o a condizioni favorevoli. Poiché nel contratto di mutuo il mutuatario è tenuto alla restituzione, il mutuo familiare, a differenza della donazione e dell’anticipo sull’eredità, deve essere rimborsato. Inoltre, il mutuante può disdire il mutuo in qualsiasi momento e, se non è stata concordata una scadenza di rimborso o un termine di disdetta, può esigerne la restituzione entro sei settimane. Esiste tuttavia la possibilità che il mutuo venga trasformato in una donazione o addirittura in un acconto sulla quota ereditaria mediante un cosiddetto condono del debito.
Se il mutuante muore prima del rimborso, il mutuo entra a far parte della successione. Gli eredi possono quindi esigerne la restituzione oppure compensarlo direttamente con la quota ereditaria del debitore.
Aspetti fiscali delle tre varianti
Le conseguenze fiscali sono molto diverse e variano notevolmente da un cantone all’altro. Mentre alcuni cantoni non applicano imposte di successione o di donazione, altri hanno aliquote fiscali elevate.
Gli acconti sulle quote ereditarie sono solitamente tassate come le eredità, cioè solo alla morte del testatore. Le donazioni, invece, sono spesso soggette all’imposta sulle donazioni immediata. Le donazioni familiari generalmente rimangono parte del patrimonio del prestatore durante la sua vita e vengono tassati. Di conseguenza, sono generalmente neutri dal punto di vista fiscale.
In molti Cantoni i discendenti diretti sono esentati dall’imposta di successione o dall’imposta sulle donazioni. In tali casi, dal punto di vista fiscale, vi è quindi poca differenza tra un acconto sulla quota ereditaria e una donazione. Altri Cantoni tassano le donazioni più pesantemente delle successioni. Nella scelta tra donazione e acconto sulla quota ereditaria pertanto tenere sempre conto della legislazione fiscale del Cantone competente.
Tutela della quota legittima e collazione
Tutte e tre le varianti possono incidere sui diritti alla quota legittima degli altri eredi. Nel caso degli acconti sulla quota ereditaria, la collazione avviene automaticamente al momento della divisione ereditaria. Le donazioni effettuate meno di cinque anni prima del decesso sono giuridicamente considerate acconti sulle quote ereditarie e sono quindi soggette all’obbligo automatico di collazione in sede di divisione ereditaria. Le donazioni più risalenti nel tempo sono di regola al sicuro dalle pretese relative alla quota legittima e dalla collazione. I mutui familiari non pongono problemi, purché siano effettivamente trattati come mutui e vengano rimborsati.
Un punto importante: le donazioni al coniuge, di norma, non possono essere impugnate mediante l’azione di riduzione. In questo caso, quindi, vi è maggiore libertà di pianificazione rispetto alle donazioni ai figli.