Come faccio a evitare che il conto bancario congiunto venga bloccato in caso di decesso del coniuge?

Ho un conto bancario in comune con il mio coniuge. Cosa devo fare per evitare che il conto venga bloccato dopo la morte del mio partner?

In passato, i requisiti e i controlli relativi all’accesso ai conti bancari dopo un decesso sono diventati più rigorosi. Un tempo, infatti, era relativamente semplice trasferire i conti bancari a nuovi aventi diritto. Oggi ciò non è più possibile.
Oggi, in caso di decesso, i conti vengono generalmente estinti e ne vengono aperti di nuovi. In caso contrario, la banca correrebbe il rischio di concedere dapprima l’accesso al conto a una persona e di dover successivamente effettuare un secondo pagamento a favore dell’effettivo avente diritto.
Anche i conti cointestati a firma congiunta o a firma disgiunta vengono sempre più spesso bloccati dalla banca in caso di decesso, a seconda dell’entità del saldo disponibile.

Per garantire una sufficiente disponibilità di liquidità in caso di decesso del coniuge, è opportuno aprire un conto intestato alla moglie e un conto intestato al marito. Su ciascuno dei due conti dovrebbe essere depositata una somma sufficiente a coprire le spese correnti per un periodo da tre a sei mesi (ad es. interessi ipotecari, premi della cassa malati, generi alimentari). Occorre tenere conto delle circostanze personali e delle esigenze individuali.
Infatti, se un conto è intestato alla moglie, in caso di decesso del marito tale conto non rientra nella successione del marito. Di norma, non pongono invece problemi le spese legate al decesso, poiché le banche generalmente le pagano anche senza la presentazione di un certificato ereditario. Non è quindi necessario tenerne conto nel calcolo dell’importo da depositare sui conti personali.

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